Scopri i dolci tipici di Venezia e le loro ricette

Dolci tipici di Venezia⁚ una tradizione secolare

Venezia, una città ricca di storia, cultura e, naturalmente, prelibatezze culinarie. Tra le strette calli e i pittoreschi canali, c'è un mondo di dolci tipici veneziani che attende di deliziare il palato dei visitatori. Scopriamo insieme dove mangiare i dolci più autentici della Serenissima.

I biscotti veneziani⁚ un'eredità di sapori

Venezia non ha dolci tipici, bensì una gran tradizione in fatto di pasticceria secca. Scopriamo insieme i sette biscotti da provare tra Bussolà ed Esse, Zaeti e Baicoli. Un giro tra le pasticcerie veneziane, anche a chi di dolci interessa poco quando arriva in laguna e preferisce puntare su altro, non può non tradursi ben presto in una domanda⁚ come mai Venezia, che pure vanta una secolare e articolata tradizione gastronomica, fatta di contaminazioni e di influenze reciproche, non ha un dolce tipico? Un simbolo, come lo sono le sfogliatelle per Napoli? Ad osservare con attenzione vetrine e banconi ci si accorge che il tipico e tradizionale si riassume in una varietà limitata di biscotteria secca, agevole da portare a casa come souvenir, ma decisamente meno attraente di un dolce che riesca a racchiudere in un morso croccantezza, cremosità (le ormai note consistenze), note gustative articolate e non monocordi e piacevolezza estetica.

I Zaeti⁚ un dolce semplice e gustoso

Traggono il nome dal colore che gli deriva dalla farina di mais con cui sono fatti (letteralmente, quindi, gialletti). Se l'epiteto poco simpatico di polentoni ha accompagnato i veneti per decenni, nascondendo un passato fatto di miseria e di un'alimentazione basata su una variazione sul tema polenta con, gli zaeti rappresentano il riscatto piccolo e dolce. E siccome Venezia ha avuto con il modo ebraico un rapporto privilegiato, ecco che accanto alla farina da polenta sono comparse le uvette, a regalare alla masticabilità altrimenti monotona un guizzo di morbidezza.

I Bussolà⁚ un biscotto pasquale dal sapore unico

Forse il più rappresentativo dei biscotti di laguna e quello che racconta più di altri la vita dei pescatori e dei marinai. Tipico dell'isola di Burano (quella con le case colorate), tanto che a voler fare i precisi si dovrebbe parlare di bussolà buranello (al plurale⁚ bussolai buranelli) nasce come dolce pasquale e deriverebbe da un pane antico delle zone di Pellestrina e San Pietro in Volta. I primi bussolai erano quelli tondi, a forma di ciambella⁚ erano preparati dalle mogli dei pescatori e dei marinai in vista dei lunghi viaggi per mare dei mariti. Calorici e in grado di conservarsi a lungo sono entrati poi a far parte del consumo prima d'occasione (la Pasqua appunto) e poi praticamente quotidiano, tanto che nel XVI secolo le Suore del Convento di San Maffio, nell'isola di Mazzorbo, collegata a Burano da un ponte, ricevettero l'ordine di ridurne le spese per l'acquisto poiché ne mangiavano troppi.

Le Esse⁚ una variante dei Bussolà

Stesso impasto per le esse, si chiamano proprio così, come la lettera, infatti, i biscotti che sono una variante dei bussolà e che deriverebbero dalle bissette (biscette) di origine ebraica. Se alcuni ne sottolineano perfino le virtù terapeutiche (come fa Mariù Salvatori De Zuliani nel volume di ricette A tola coi nostri veci) dicendo che si intingevano nel vino par aver na bona digestione e na perfetta sanità de stomego o di economia domestica (aromatizzati alla vaniglia, venivano usati anche per profumare i cassetti della biancheria) noi non ci spingiamo a tanto e per spiegare il motivo per cui è dobbligo assaggiarli vi diciamo che bisogna dimenticare la miglior pasta frolla mai assaggiata e prepararsi ad una consistenza e ad un sapore che si trovano solo qui⁚ l'impasto di uova e burro in dosi generose e la dolcezza non troppo invadente li rende unici. Se non volete rimetterci i denti e mordere degli autentici sassi, è meglio diffidare dei pacchetti che giacciono da tempo immemore nelle vetrine e rivolgersi piuttosto a pasticcerie e panifici, garanzia di freschezza.

I Baicoli⁚ il biscotto veneziano per eccellenza

Traggono il nome dai cefali di taglia minuta (nel Dizionario del dialetto veneziano del 1829, Giuseppe Boerio li descrive così⁚ Pasta reale condita di zucchero, spugnosa, biscottata. Dicesi baicolo per similitudine, benché grossolana, alla figura dei piccolissimi cefali, chiamati appunto Baicoli), sono il biscotto commercialmente più noto di Venezia, legato ad un produttore ben preciso, Colussi, ed ad una confezione ‒ la scatola di latta sulla quale è raffigurato un innamorato che li dona alla sua amata ‒ che ha rappresentato per anni il souvenir più diffuso per chi tornasse da una visita in città. Lode che il Boerio gli dedica, e che è riportata sulla scatola, descrive bene il modo in cui venivano consumati⁚ No ghè a sto mondo, no, più bel biscoto, più fin, più dolse, più łisiero e san par mogiar ne łacìcara o nel goto del baìcoło nostro venessian (Non c'è a questo mondo, no, più bel biscotto, più sottile, più dolce, più leggero e sano da intingere nella tazzina o nel bicchiere del baicolo nostro veneziano). Il baicolo infatti è il perfetto biscotto da viaggio, una galletta che si conserva perfettamente e mantiene a lungo croccantezza e fragranza e che trova senso e significato in accompagnamento con un liquido, s [...] [...] [end of information from the Internet]

Realizzato nel suggestivo ambiente del cinquecentesco Bastione Mediceo, Il Ristorante Gran Duca è rinomato per la squisita cucina tipica di mare.
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